Sabato, Ott 2021
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One Week, One Distro: OpenSuse 15.2 Leap

Indice articoli


Installazione

Anche in questo caso, come per MX Linux, occorre spendere qualche parola in merito all'installazione del Sistema che si è rivelata essere meno semplice ed intuitiva del previsto. Anche se all'inizio tutto sembrava filare liscio facendoci ben sperare, la fase del Partizionamento è stata davvero complicata.

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L'installazione, come la maggior parte delle operazioni sul Sistema, è gestita da YaST2 che in openSUSE svolge praticamente le stesse funzioni del Centro di Controllo di Windows. Dopo una prima analisi preliminare dell'Hardware, delle connessioni e il download dei principali Repository ci troviamo finalmente davanti alla schermata per la scelta della lingua che ci consente di installare in automatico l'Italiano sia per il Sistema che per la tastiera. Nonostante questo però, a differenza di altre Distribuzioni GNU/Linux, durante l'installazione dovremo accontentarci della lingua inglese.

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A questo punto inizia l'analisi del Sistema ed essendo connessi ad Internet ci viene proposto di installare Repository aggiuntivi disponibili online, tra i quali anche quelli non OSS. Lo step successivo è quello di scegliere il Desktop Environment, nel nostro caso KDE.

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L'analisi dei Dischi è il momento in cui dobbiamo prestare la massima attensione perchè YaST2, senza troppi convenevoli, ci consiglia di default di formattare alcune partizioni su cui risisedono altri sistemi operativi ed utilizzarle per openSUSE, scelta quantomeno discutibile. Per fortuna ce ne accorgiamo in tempo e selezionando l'opzione "Guided Setup" cerchiamo di far ragionare l'installer ma purtroppo senza successo.

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Non trovando valide alternative decidiamo di avventurarci nella sezione "Expert Partitioner" per cercare di sistemare le partizioni autonomamente. Si tratta però di un'operazione adatta solo ad un Utente piuttosto avanzato e sconsigliata a chi approccia una Distribuzione GNU/Linux per la prima volta. Il nostro concetto di User-Friendly è decisamente diverso e ci sorprende che una Distro del calibro di openSUSE non sia in grado di fornire tools più semplici per il partizionamento.

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Dopo una buona mezzora trascorsa a ridimensionare, formattare e selezionare punti di mount riusciamo comunque finalmente a trovare il bandolo dlla matassa e incrociando le dita procediamo con l'installazione.

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Meno male, a quanto pare non abbiamo commesso errori e vedere le schermate relative al fuso orario e alla creazione dell'utente ci rasserena dopo i brividi dei passaggi precedenti. 

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Un'ultima schermata di riepilogo e ci siamo, inizia l'installazione vera e propria del Sistema che tra una cosa e l'altra ci ha portato via quasi un'ora e mezza...decisamente troppo.

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