Mercoledì, Dic 2021
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Relicta: la recensione

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Tuttavia il titolo d’esordio di Mighty Poligon non è solo fisica, ma è composto da una narrativa che offre un mix fra fantascienza e fantasy classico, con tanto di magia e mistero a costellare il territorio lunare che andremo ad esplorare impersonando i panni della dottoressa Angelica Patel, un fisico che lavora nella struttura che ospita un distaccamento scientifico sulla Luna. Questo luogo è alimentato da un globo della cui natura non si sa nulla, e contiene al suo interno molti biomi sviluppati grazie alla terraformazione. Tutto sembrava andare per il meglio fin quando un giorno tutti i membri dell’equipaggio della base lunare sono spariti nel nulla e la base stessa ha cominciato a subire molteplici guasti. In tutto questo nostra figlia ci sta raggiungendo sulla Luna, ponendo ulteriore pathos e ansia e un pizzico di intrigo politico alla nostra già intricata situazione.

Come accaduto in altri giochi, la Lore del gioco non ci viene spiegata durante la fase narrativa, bensì esplorando a fondo i vari livelli della struttura lunare che ci ospita. Qui troviamo un primo minus del gioco stesso: la base lunare è composta da tantissime stanze tutte uguali e soprattutto da molte porte chiuse, cosa che rende l’esplorazione abbastanza noiosa e ripetitiva. 

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